Ucraina, Merkel e Hollande a Mosca. Si prepara un accordo. Biden: "Russia vuole la crisi"

Ucraina, Merkel e Hollande a Mosca. Si prepara un accordo. Biden: "Russia vuole la crisi"
(reuters)

I due leader incontrano il presidente russo ma dopo ore di riunione rimandano a domenica ad un colloquio telefonico. Si è deciso di stilare un documento congiunto per attuare gli accordi di Minsk. La cancelliera tedesca: "Nostra iniziativa per preservare la pace in Europa". Domani incontro Kerry-Lavrov a Monaco. Tregua umanitaria nella città di Debaltsevo per evacuare i civili

KIEV - Bloccare l'escalation della crisi ucraina e spingere le parti ad accettare un cessate il fuoco. È questo l'obiettivo della missione del presidente francese François Hollande e della cancelliera tedesca Angela Merkel che a Mosca hanno incontrato il presidente della Federazione russa Vladimir Putin, dopo aver avuto ieri un colloquio con il Capo dello Stato ucraino Petro Poroshenko. L'incontro con il presidente russo non ha dato risultati ma i tre leader si sono lasciati con l'accordo di sentirsi telefonicamente domenica mentre gli staff diplomatici dei tre Paesi cercheranno di definire un documento congiunto sull'attuazione dell'accordo per la tregua - mai rispettato - nelle regioni orientali ucraine raggiunto il 5 settembre scorso a Minsk e riconfermato, inutilmente, il 9 dicembre scorso. La riunione è stata definita "costruttiva e sostanziale" dal portavoce del Cremlino. Alla "conference call" tra i tre leader si unirà anche Poroshenko.

La missione è piuttosto complicata e i due leader occidentali non hanno voluto lasciare nulla al caso. Il vertice è stato preceduto da una serie di incontri tra consiglieri ed esperti dei rispettivi leader, che avrebbero affrontato i dettagli dei punti in cui è articolata la proposta europea. Il summit si è interrotto dopo tre ore per una cena, ma il presidente russo ha deciso di restare con i suoi ospiti e rinviare la partenza per Sochi dove ha in programma di incontrare il presidente bielorusso, Alexander Lukhaschenko.

Il piano che hanno illustrato a Putin, secondo i media russi, prevederebbe un immediato cessate il fuoco, un arretramento delle armi pesanti, il possibile invio di un 'contingente di pace' internazionale (forse anche caschi blu dell'Onu) ma non una nuova linea di contatto che tenga conto della recente espansione dei territori controllati dai ribelli e neanche il riconoscimento di un non meglio specificato status speciale per il Donbass, tutte indiscrezioni smentite da Angela Merkel che ha specificato che il piano franco-tedesco non contiene concessioni territoriali ai ribelli filo-russi. L'iniziativa ha il pieno sostegno della Nato, come confermato dal segretario generale dell'Alleanza Jens Stoltenberg.

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L'allerta della Nato per l'attivismo milirare russo resta elevata, come testimoniano le parole dell'ex segretario dell'Alleanza atlantica Anders Fogh Rasmussen che, intervistato dal quotidiano britannico Daily Telegraph, ha affermato che nei piani di Putin potrebbe esserci l'attacco ad un Paese Baltico per testare la capacità di reazione dell'Alleanza atlantica. "Occorre guardare oltre l'Ucraina - ha affermato Rasmussen - Putin vuole ridare alla Russia il suo status di grande potenza e ci sono forti probabilità che intervenga nel Baltico per mettere alla prova l'articolo 5 della Nato", che prevede che un attacco armato contro uno dei Paesi membri "sia considerato come un attacco diretto contro tutti gli stati membri".

Nelle ultime settimane il conflitto in Ucraina orientale ha subito una decisa accelerazione e si sono moltiplicati gli scontri tra le truppe di Kiev e i ribelli separatisti filorussi. Una escalation che ha portato i miliziani filorussi prima conquistare l'aeroporto di Donetsk e poi a bombardare la città portuale di Mariupol, con decine di morti anche tra i civili. Un conflitto che sinora ha prodotto 980mila sfollati interni secondo le cifre fornite dall'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati (Unhcr). Inoltre in un anno, a partire dal febbraio 2014, circa 600mila ucraini hanno chiesto asilo o altre forme di soggiorno legale nei paesi confinanti, in particolare in Russia, ma anche in Bielorussia, Moldavia, Polonia, Ungheria e Romania.

Ieri a Kiev Poroshenko, Merkel e Hollande hanno auspicato un cessate il fuoco immediato nel sud-est ucraino. La riunione segue di poco meno di un mese il tentativo svanito di incontri quadrilaterali, tra Putin, Poroshenko, Merkel e Hollande ad Astana in Kazakistan. Il presidente ucraino è anche chiamato a fronteggiare la crisi finanziaria che si sta abbattendo sul Paese: oggi la banca centrale ucraina ha alzato il cambio ufficiale della grivnia, la moneta nazionale, da 18 a 23 per un dollaro. Ieri invece per evitare il collasso finanziario aveva alzato il tasso di riferimento dal 14% al 19,5%.

Contemporaneamente a Monaco di Baviera è in corso una conferenza sulla sicurezza a margine della quale domani si incontreranno i capi delle diplomazie di Usa e Russia, John Kerry e Serghiei Lavrov. Lo stesso ministro degli Esteri russo domenica potrebbe incontrare il rappresentante per la Politica Estera della Ue Federica Mogherini. Intanto l'Ue si appresta ad inserire nella lista nera delle sanzioni altre 19 persone, tra cui 5 russi. La decisione sarà ufficializzata al Consiglio dei ministri degli Esteri dei 28 che si terrà lunedì prossimo a Bruxelles.

Scontro Usa-Russia su armi a Kiev. La temperatura tra Stati Uniti e Nato da una parte e Mosca dall'altra si è alzata notevolmente negli ultimi giorni. La prospettiva della consegna di armi letali da Washington a Kiev, al vaglio del presidente americano Barack Obama, ha provocato la dura reazione di Mosca che ha avvertito che tale eventualità causerebbe "un danno colossale" ai rapporti tra i due Paesi. Una scelta che vederebbe contrari anche tanti Paesi europei tra cui la Germania: il no tedesco è stato ribadito oggi dal ministro della Difesa di Berlino Ursula von der Leyen secondo la quale l'invio di armi rischierebbe di "mettere benzina sul fuoco" e potrebbe finire per rinviare a un futuro ancora più lontano la soluzione del conflitto.

Anche la Nato non sta a guardare: l'Alleanza atlantica ha deciso di allestire una forza di reazione rapida in Europa dell'est formata da 5mila soldati pronta ad essere operativa, in caso di crisi gravi, in 48 ore. Un annuncio che ha provocato l'ira di Putin, che in risposta ha richiamato i riservisti.

Oggi invece è intervenuto il vicepresidente americano Joe Biden, in Europa per una serie di incontri con le istituzioni Ue, che usa parole dure verso il Cremlino: "Non permetteremo alla Russia di ridisegnare la mappa dell'Europa" e accusa Mosca di "violare qualsiasi tipo di accordo" e di inviare "mercenari e blindati" nell'est del Paese. Il vicepresidente Usa ha incontrato la stampa insieme al presidente del Consiglio Europeo, il polacco Donald Tusk e ha aggiunto: "Usa ed Europa devono rimanere unite" di fronte alla crisi.

Tregua umanitaria a Debaltsevo. In Ucraina orientale intanto si continua a morire: il portavoce dell'esercito ucraino Andriy Lysenko ha riferito che almeno 60 separatisti sono stati uccisi nelle ultime 24 ore. Due invece i soldati Kiev morti. I separatisti riferiscono di due civili uccisi a Donetsk dai bombardamenti di artiglieria e di altri nove feriti. Lysenko ha riferito che ad Avdeyevka, località situata nei pressi dell'aeroporto di Donetsk, gli insorti si sarebbero resi responsabili di non meglio precisate "provocazioni" ai danni della popolazione civile.

E' stato raggiunto invece un accordo per una tregua nella cittadina di Debaltsevo: l'obiettivo della tregua, in vigore dalle nove locali di stamani fino alle 18, è di evacuare i civili. Gli abitanti di Debaltsevo, ha detto un rappresentante dei ribelli, verrano evacuati verso le aree controllate dai ribelli, lontane dai combattimenti.
 

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