Agenti uccisi a Trieste, ecco il video del killer in fuga. Il pm chiede: perizia psichiatrica.

Agenti uccisi a Trieste, ecco il video del killer in fuga. Il pm chiede: perizia psichiatrica.
(ansa)

"Ha sparato con determinazione" dicono gli inquirenti. Il gip: "Dimostrata familiarità con le armi". Il capo della polizia Gabrielli: "Nessuna correlazione con l'ipotetica inefficienza della fondina". Le fiaccolate in ricordo degli agenti a Napoli e Roma. Venerdi i funerali privati

TRIESTE - Ha appena ucciso i due poliziotti e cerca di fuggire, pistola alla mano. Apre una porta, si trova nell'atrio della questura, corre, spara di nuovo prima di uscire in strada. Fuori, c'è un'auto della polizia, il suo obiettivo, la sua speranza per dileguarsi. Prova ad aprire la portiera ma è chiusa e lui rinuncia. Corre verso un'altra auto parcheggiata mentre un'automobilista in arrivo, spaventato, fa retromarcia. Una manciata di secondi, sono quelli registrati dalle telecamere della Questura che ritraggono Alejandro Augusto Stephan Mertan poco dopo il duplice omicido. Dopo aver sparato e ucciso  Matteo Demenego e Pierluigi Rotta di 31 e 34 anni, i due agenti in servizio. I funerali dei due poliziotti si svolgeranno venerdi nelle loro città di origine, Pozzuoli e Velletri, mentre oggi pomeriggio si sono tenute davanti alle Questure di Roma e Napoli due fiaccolate in loro ricordo.

 La procura di Trieste chiederà una perizia psichiatrica collegiale per valutare la capacità di intendere e volere di Alejandro Mertan  che venerdì scorso ha imbracciato due pistole e ha ucciso in questura gli agenti.

Trieste, il killer dopo aver ucciso gli agenti: gli spari in Questura e la fuga in strada

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La consulenza sarà affidata ai massimi esperti della materia e servirà a determinare se nel momento della sparatoria il 29enne avesse piena facoltà di sé oppure si possa parlare di infermità, ossia di vizio parziale o totale di mente, un aspetto che ha rilievo ai fini processuali tanto da poter rendere non imputabile chi ha commesso il reato."E doloroso dirlo, ma le due vittime, Rotta e Demenego, sono morti senza che si sappia il perché, ed un controllo in questura per fatto di per sé comunque non grave si è trasformato, a causa della furia dell'indagato, in una tragedia che non verrà presto dimenticata". E' uno dei passaggi dell'ordinanza del gip di Trieste Massimo Tomassini che ha convalidato il fermo e disposto l'arresto in carcere per Alejandro Augusto Stephan Meran.

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Nella sua ordinanza il giudice ravvisa il pericolo di fuga del dominicano e di "recidiva specifica". "L'indagato - scrive il giudice - è gravemente indiziato di reati di assoluta gravità e che - aggiunge - potevano avere un esito ancora più tragico".

Il magistrato parla chiaramente di "mattanza". E di un soggetto che aveva "familiarità con le armi". Nell'indagine (pm Federica Riolino) non è stata trovata traccia di documentazione che attesti una possibile malattia psichica. Quindi avrebbe agito con lucidità. Anche da qui la decisione del carcere.

Il documento riporta anche la testimonianza di Carlysle, fratello di Alejandro, con lui in questura a Trieste durante la sparatoria. "Charly, mi vogliono uccidere! Dove sei?", gridava Alejandro nel corridoio delle Volanti, dopo aver sparato ai due poliziotti. Carlysle si era barricato in una stanza, temendo che volesse aggredire anche lui. "Mi volevano uccidere!", continuava a gridare Alejandro Meran.

Gli inquirenti chiederanno anche un'informativa alla polizia tedesca per ricostruire i legami del 29enne di origine domenicana spesso ospite di un amico residente in Baviera. In particolare si è alla ricerca di eventuali ricoveri medici - di cui al momento non si ha traccia in nessuna struttura del capoluogo - che potrebbero avvalorare il disagio psichico di cui hanno parlato il fratello e la madre dell'arrestato. Capire se ci sono altri episodi di esplosione di aggressività e il motivo che li avrebbe scatenati, potrebbe essere un elemento fondamentale ai fini di comprendere la piena capacità di intendere e volere.á In procura non si esclude il ricorso a una rogatoria per poter ascoltare il conoscente del 29enne e aggiungere dettagli al profilo di Meran che deve rispondere, tra l'altro, di duplice omicidio.áIl 29enne è incensurato, vive dall'età di 15 anni in Italia e da sei mesi è a Trieste ma non risultano controllo di polizia, né chiamate per ottenere l'assistenza di personale medico per episodi di disagio psichico. Sono in corso anche accertamenti sul permesso di soggiorno
 

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Ci sono anche le immagini della sparatoria avvenuta in Questura a Trieste. Le telecamere nell'atrio e quelle all'esterno del palazzo, sequestrate dall'autorità giudiziaria, avrebbero ripreso una parte della sparatoria, ovvero il conflitto a fuoco col personale di guardia e il tentativo di fuga di Alejandro Stephan Meran, subito dopo l'omicidio due poliziotti. "Fasi estremamente concitate al tempo stesso drammatiche". Così il Questore di Trieste, Giuseppe Petronzi, ha definito i filmati. Fasi che "hanno testimoniato la capacità di risposta dell'apparato che è riuscito a rendere inerte e a fermare la persona immediatamente, scongiurando la possibilità  che potesse fare danni peggiori", ha concluso.
"Possibile strage? È un dato di fatto", conferma Petronzi.

Intanto la Polizia penitenziaria "sta adottando tutte le misure più utili per garantire che ci sia la massima sicurezza". Così Enrico Sbriglia provveditore del comprensorio Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, dell'amministrazione penitenziaria, in merito alla sorveglianza di Alejandro Stephan Meranhe ora è piantonato in ospedale.

 "La magistratura deve fare un percorso" per accertare quanto accaduto "perché altrimenti ce lo vediamo libero fra cinque anni questo, speriamo che gli diano l'ergastolo". Lo ha dichiarato questa mattina il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, parlando con i cronisti all'esterno della Questura.


Meran, l'omicida 29enne di origine dominicana, "aveva delle armi in pugno ed era all'interno della Questura, fortunatamente e tragicamente c'eravamo solo noi poliziotti, quindi fortunatamente non erano esposte altre persone. La potenzialità - prosegue il questore - era tale che il bilancio avrebbe potuto essere più tragico".

Omaggio ai poliziotti uccisi a Trieste

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"Grandi uomini, grandi poliziotti, sono pronto a chiedere l'encomio come faccio per tutti i ragazzi che quotidianamente e soprattutto nel silenzio, servono questa città", aggiunge Petronzi, riferendosi all'azione compiuta una settimana fa da Rotta e Demenego conclusasi con il salvataggio di un quindicenne che voleva suicidarsi. "Avevano senso del dovere, dedizione, capacità professionale".

Gabrielli sulle fondine: "Non c'è correlazione"

Sulle polemiche del sindacato di polizia Sap che ha richiamato l'attenzione sulla inefficienza delle fondine in dotazione alla polizia "La dinamica non mette in correlazione l'ipotetica inefficienza della fondina e l'episodio che ha visto la morte dei due colleghi", ha dichiarato il capo della Polizia, Franco Gabrielli, durante la trasmissione 'L'aria che tira' su La7.

rep

Il cordoglio per Pierluigi e Matteo

E due giorni dopo ancora ancora fiori, disegni, biglietti e candele per "i nostri eroi". I cittadini di Trieste continuano a rendere omaggio a Pierluigi e Matteo avvicinandosi all'ingresso principale della Questura e lasciando un segno di ringraziamento. Si avvicinano in silenzio, alla spicciolata. Ci sono adulti ma anche bambini. Composti poi entrano nell'edificio per un minuto di raccoglimento davanti al monumento ai caduti, dove ci sono le foto dei due agenti, tra corone di fiori e candele. Nei disegni dei bambini, lasciati all'ingresso della Questura, il ritratto dei loro "angeli" in divisa."Voi avete fatto di tutto per noi". C'è una piccola macchina della polizia, il regalo di un bambino.

"Siete i nostri eroi, i protettori dell'Italia", si legge su un altro foglio. Sotto la rappresentazione dei due agenti sorridenti, Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, di 31 e 34 anni.

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Carlo Verdelli ABBONATI A REPUBBLICA
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