La prima cosa bella di mercoled?? 15 maggio 2019

Magritte, La décalcomanie, 1966 
La prima cosa bella di mercoledì 15 maggio 2019 è una fotografia, che viene da un racconto, citato in un altro libro. Leggere è, anche un scatola cinese di rimandi. E dunque Alessandra Sarchi in La felicità delle immagini il peso delle parole (Bompiani) cita un racconto di Italo Calvino, L’avventura di un fotografo, il cui protagonista, Antonino Paraggi riprende in maniera ossessiva la sua amata Bice perché “la fotografia ha senso solo se esaurisce tutte le immagini possibili”. Poi, nel suo crescendo apparentemente folle, si spinge oltre: fotografa Bice anche quando lei non c’è, ne fotografa l’assenza. A quel punto mi sono fermato, trafitto da un’intuizione di pura bellezza. Questo dovremmo fotografare, nell’epoca dei selfie e di Instagram, delle pose spossanti e del “presentart”: l’assenza. Fotografare il letto vuoto e la traccia sul cuscino, la sedia spostata, il guanto dimenticato, la porta chiusa, l’idea che avevamo di noi e quella che cerchiamo per come essere domani, il desiderio senza oggetto, il non realizzato e il realizzabile. Perché chi ci manca, o quel che ci manca, più c’è.