Il telecomando ha 70 anni, forse sparir?? presto

Verrà un giorno in cui non avremo più telecomandi. Alcuni dicono che quel giorno è sempre più vicino. L’amministratore delegato della Logitetch, Bracken Darrell, in una intervista, ha ammesso che i telecomandi “sono sempre meno rilevanti” in parte perché le persone ormai preferiscono parlare con la tv, tramite gli assistenti vocali; e in parte perché i diversi servizi di streaming sono presenti su tutte le piattaforme e quindi non serve più avere tanti telecomandi (pensate a Netflix, che prima era chiuso nella sua app e ormai lo trovate anche su Apple Tv, Sky, Tim Vision, eccetera).

Per risolvere il problema della proliferazione dei telecomandi nei nostri tinelli, la Logitech nel 2004 aveva comprato la startup canadese Harmony che aveva realizzato uno dei primi telecomandi universali, sicuramente quello di maggior successo. Sembrava un prodotto destinato a durare per sempre e invece: “Abbiamo capito che sempre meno persone ne avranno bisogno”, sostiene Darrell. Quella del telecomando è una bella storia di innovazione: il primo esempio di controllo a distanza senza fili risale addirittura al 1894 quando un fisico britannico riuscì a muovere un fascio di luce con la produzione di un’onda elettromagnetica.

Erano gli albori dell’era della radio. Il primo telecomando per la televisione è del 1950,  quasi settanta anni fa, ed era collegato alla tv con un cavo; si chiamava Lazy Bones, ossa pigre, e aveva un solo tasto. Praticamente assomigliava a un detonatore. Da allora i fili sono spariti e i tasti si sono moltiplicati. Poi a un certo punto, a partire dagli anni 2000, si sono moltiplicati anche i telecomandi: uno per la tv, uno per il videoregistratore, uno per il dvd, uno per il decoder del satellite, uno per l’impianto di amplificazione... Tutti diversi ed ugualmente complessi: pieni di tasti. Da qui nasce il mercato dei telecomandi universali, con la promessa di averne uno solo per controllare tutto.

Ora siamo vicini alla svolta che ci fu nel mondo dei telefoni quando Steve Jobs immaginò di fare uno smartphone con un solo tasto e che non avesse bisogno del libretto di istruzioni: l’iPhone. Già adesso i modelli più evoluti in commercio, prodotti dalle startup Caavo e Sevenhugs, assomigliano al primo telecomando del 1950: i tasti sono ridotti a due o tre, e funzionano parlandoci: “Fammi vedere la partita o quella serie tv”. Non devi nemmeno indicare il canale. Ma per integrare tutta l’elettronica delle nostre case in quella scatoletta nera serve un utente esperto che sappia capire pagine e pagine di istruzioni. Insomma, arriveremo lì, ma ci vorrà ancora un po’.