Stop ai Boeing 737 Max anche negli Stati Uniti, l'annuncio di Trump

Al lungo elenco dei Paesi che hanno bloccato l'aereo si sono aggiunti India, Nuova Zelanda, Dubai e altre nazioni. E qualche compagnia inizia a guardare ai modelli Airbus o altri della casa americana. A rischio i conti del colosso americano: questo velivolo rappresenta l'80% delle richieste totali. Norwegian chiede i danni

ROMA  - Anche gli Stati Uniti fermano i voli del Boeing 737 Max 8 e 9. La decisione, "con effetto immediato", è stata annunciata personalmente dal presidente Donald Trump. "La
sicurezza del popolo americano, di tutte le persone, è la nostra preoccupazione principale", ha rimarcato il capo della Casa Bianca.

Il colosso aeronautico di Seattle, preceduto proprio da un tweet di Trump, ha ribadito la sua piena fiducia nel modello, ma ha annunciato di aver raccomandato, "per abbondanza di precauzione e per rassicurare il pubblico, alla Federal Aviation Administration (FAA), la temporanea sospensione dell'intera flotta di 371 velivoli 737 Max".

"Boeing è un'azienda straordinaria e sta lavorando duro", aveva twittato poco prima Trump annunciando il fermo dei 737 Max anche in America e facendo perdere un nuovo 2,49% al titolo Boeing dopo il crollo di ieri in Borsa.

La lista dei Paesi che hanno adottato questa misura dopo il disastro di Addis Abeba si allarga di ora in ora e ormai copre quasi tutto il pianeta, Europa e Italia comprese. Nella notte anche India, Dubai, Nuova Zelanda, Vietnam e altri Stati hanno chiuso i cieli al Max.

Per il costruttore Usa sono ore difficili sia in Borsa, dove il titolo continua a perdere colpi, sia nell'immagine: alcune compagnie, infatti, starebbero rivedendo i propri ordini cancellando quelli già firmati per il 737 Max. Come, ad esempio l'indonesiana Lion Air, la compagnia del primo incidente avvenuto a fine ottobre scorso e che è costato la vita a 189 passeggeri e personale di bordo. Anche la Ethiopian starebbe modificando i propri piani di acquisto con Boeing.

Nelle ultime ore si è aggiunta pure la Kenya Airways, che ha mostrato interesse per i modelli del costruttore anglo-tedesco: il numero uno della linea aerea ha infatti spiegato di voler "espandere la propria flotta", valutando in questa fase, le altre "opzioni " disponibili sul mercato, compresi gli aerei prodotti da Airbus. Diverso il caso della Norwegian Air, la compagnia con il più alto numero di questa tipologia di velivoli: il vettore norvegese ha annunciato la volontà di chiedere "i danni" a Boeing per il mancato utilizzo dei propri 18 MAX messi a terra nelle utlime ore che sono costati circa 20 voli annuallti al giorno. 

Ma nel frattempo le indagini proseguono e si cerca di capire la dinamica dell'ultimo incidente della Ethiopian Airlines. Le immagini del disastro mostrano un gigantesco cratere e si ritiene che l'aero sia precipitato a forte velocità. Probabilmente, già nelle prossime ore potrebbero essere ricostruite, grazie ai registratori di bordo, le ultime fasi del drammatico incidente che è costato la vita a 157 persone.
 

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